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Basket Coaching

la passione va ben oltre,
a qualche impedimento

La storia di una giocatrice professionista

E' abbastanza risaputo, nel basket come nella pallavolo, l'altezza e la prestanza fisica possono fare la differenza, soprattutto nella selezione "naturale", che a volte può avere la meglio anche a discapito della passione.

Questo è l'inizio della storia di una ragazza, di normale statura e corporatura, innamorata di uno sport che "non era adatto a lei".

B. all'età di 12 anni, iniziò a "mirare" a canestro con la palla da basket dei fratelli maggiori, sembrava non volesse mai entrare, però mancava poco, bastava un po' più di forza e migliorare un po' la mira. B. già da piccola era ostinata, tenace e desiderosa di riuscire, per cui alla fine ci riuscì, erano passati svariati giorni da quando ci provò la prima volta, ma ci riuscì.

Qualche anno fa, playmaker in prima categoria...

B., playmaker di una squadra italiana di prima categoria, stava passando un periodo particolarmente "faticoso" dal punto di vista fisico e mentale, non riusciva a ritrovare la voglia, l'entusiasmo, la grinta e la lucidità che l'avevano portata a giocare da professionista nei migliori palazzetti sportivi italiani.

Rimase in questo stato per quasi una stagione intera e la maggior parte dei giornalisti sportivi non le risparmiavano aggettivi poco gratificanti e demotivanti. Tutto questo stava contribuendo ad abbassare notevolmente l'entusiasmo e ad innescare pensieri di ritiro dalla professione.
Un giorno, un'amica le suggerì di prendere informazioni sulla figura del Coach Professionista, che non conosceva, nessuno le aveva mai parlato di questa figura. Per lei, il Coach era identificato solo nel preparatore atletico o sportivo, non pensava ci fosse una figura professionale certificata, che supporta le persone anche dal punto di vista psicologico, ma che allo stesso tempo non fosse un terapeuta che cura le persone con patologie mentali. Lei era consapevole di non aver bisogno di uno psicologo per curarsi, lei riteneva di stare benissimo da quel punto di vista e allo stesso tempo si rendeva conto che aveva perso la "bussola".

Facendo una ricerca abbastanza mirata, B. arrivò a fissare il primo incontro, che essendo finalizzato a capire se effettivamente il coaching era ciò che stava cercando e soprattutto a capire se il Coach per competenze e atteggiamento faceva al caso suo, fu un incontro completamente gratuito della durata di 90 minuti.

Dopo qualche giorno, B., come da accordi, chiamò in studio confermando che voleva iniziare un percorso di coaching e decise di voler iniziare con 4 sessioni. Nel coaching è il cliente che decide la durata delle sessioni, il numero di sessioni da fare e, se durante il percorso decide di fare delle modifiche in aumento o diminuzione, lo può fare. Per noi Coach, questo è un primo passo di consapevolezza.

B. iniziò a fare le sessioni in studio e come succede in tutti i percorsi di coaching che seguono una metodologia, si impegnò molto anche da sola tra una sessione e l'altra, questo perchè si era resa conto di quali erano i motivi per i quali le sue performance si erano abbassate. Aveva capito quali erano i fattori che incidevano negativamente sul suo potenziale. Lo scopo del Coach Professionista è proprio questo, accompagnare il Coachee (atleta) a capire, comprendere, agire e quindi potenziare il suo stato, con la finalità di ritornare al massimo delle proprie potenzialità.

La bambina di 12 anni per giorni provò a far entrare la palla nel canestro, però non era abbastanza forte e non era abbastanza alta per farlo. Venendo a conoscenza del motivo per il quale non ci riusciva, ma volendolo fare a tutti i costi, per capire quale emozione avrebbe provato nel riuscirci, trovò una soluzione. Non voleva aspettare di cresce per riuscirci, quindi prese una sedia, ci salì sopra, lanciò la palla e fece canestro. Ce l'aveva fatta, era riuscita nel suo intento tanto desiderato, fece canestro. Successe però un'imprevisto, il tiro la sbilanciò in avanti, fece un brutta caduta sbucciandosi mani e ginocchia. Corse in casa piena di sangue a cercare la mamma, quando la trovò gridò con enorme gioia, "mamma, mamma, ci sono riuscita, ho fatto canestro"!

L'emozione che ti dà il raggiungimento di un obiettivo, ripaga sempre le delusioni e le ferite, siano esse del passato o del presente.

Denis Biliato
COACH PROFESSIONISTA

 

Su appuntamento ricevo a:

  TREVISO
 PADOVA
 UDINE
 MILANO

Il primo incontro, indipendentemente dalla durata è completamente gratuito, perchè il coachee deve avere il tempo ed il modo di capire se effettivamente faccio al caso suo.

Fatta la prima sessione, il coachee si prende tutto il tempo che desidera per capire se vuole iniziare un percorso di coaching oppure no, consapevole del fatto che, non riceverà mai nessuna telefonata da parte mia, per sapere qualcosa in merito alla sua decisione.

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